pubblicazione libri / Zargar

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KASHMIR: dal Paradiso all’Inferno
ebook di Zahoor A. Zargar e Renata Rusca Zargar
Societa Editrice Dante alighieri     Isbn:9788853440938
QUATTRO GUERRE TRA INDIA E PAKISTAN - PIÙ DI UN VENTENNIO DI GUERRIGLIA DEVASTANTE La Valle del Kashmir è un affascinante giardino dal clima freddo in inverno e piacevole d’estate, feconda di acqua, animali, erbe e frutti della terra, popolosa di genti animate e lavoratrici, accoglienti discendenti dei sufi-rishi. L'artigianato kashmiro è famoso in tutto il mondo. Quale altro stato dell'India può, dunque, più di questo, definirsi un paradiso di bellezze naturali, intelligenza e ingegno degli abitanti? Eppure, questo stato, dai dubbiosi confini politici, conteso tra India e Pakistan dal 1947, colpito da una guerriglia distruttiva dalla fine degli anni 80, che ha causato perdite di vite umane in un numero che può variare (secondo le stime) da 70000 a 100000, è precipitato nell'inferno. Né la comunità internazionale, né i principali artefici, India e Pakistan, fino ad oggi, sono riusciti a risolvere la questione. L'Opera enciclopedica, prima nel suo genere, spazia dalla storia alla geografia, usi, costumi, tradizioni, religioni, poeti, cucina, località, cercando di dare una visione per quanto possibile obiettiva dei problemi, presentando, seppure in maniera non certo esaustiva, alcune delle meraviglie del paese. Gli autori sono uno, Zahoor, kashmiro, da tempo risiedente in Italia, l'altra, Renata, italiana, molte volte ospite dei parenti in quel sempre incantevole paese.

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http://www.ultimabooks.it/pietre-e-piante-influssi-benefici

Autore: Renata Rusca Zargar

Editore: Abel Books

ISBN9788867520527

EBOOK:  € 4,99

Data Pubblicazione: 11/04/2013

Copertina a cura di Zarina Zargar

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Amore eterno cielo (eBook)
di RUSCA RENATA ZARGAR
cover: Karsten Sturn,
chichili agency
euro 0,99
·         ISBN-13: 9783845007830
·         Best.Nr.: 36043292

link:




                                                                                -----------------------------------------                                                                                                  



“Lettere da Nazir” scritto da Zahoor Ahmad Zargar, noto scrittore indiano ed esponente dell’Islam moderato italiano e da sua moglie, professoressa Renata Rusca, editore Società Editrice Dante Alighieri, è un libro epistolare, pubblicato come e-book, in cui si racconta la corrispondenza tra una ragazza italiana, Nicoletta, e un amico indiano, appunto Nazir, il quale, per approfondire la conoscenza della lingua italiana, comincia questa avventura, venendo così a conoscenza di usi, costumi, tradizioni, concezioni di vita dell’Italia, che mette in rapporto con quelli del suo paese. Un giorno, dovendo traslocare dalla propria abitazione, Ernesto, marito di Nicoletta, che è ormai una donna matura, scopre questa corrispondenza fitta e la legge. Questa poi s’interrompe al momento del diploma di entrambi, dopo le ripetute promesse di visitare l’India da parte di Nicoletta, mai realizzate, perché “la vita è sempre diversa da quella che si sogna nell’adolescenza”. Ernesto vuole allora fare una sorpresa alla moglie e predispone un viaggio in India, dove incontrerà finalmente Nazir, ormai sposato con figli, che per ora vive in un portone e accoglie la coppia con una straordinaria cordialità. Nello scorrere della corrispondenza tra i due adolescenti in cui Nazir usa un linguaggio con tutte le astrusità e le imprecisioni di chi sta studiando, quasi da solo, una lingua straniera molto diversa dalla sua, sono presenti le esperienze scolastiche, le prime delusioni sentimentali di Nicoletta, le abitudini di vita, che inducono gli indiani a subire punizioni anche corporali quando non studiano. Nella civiltà assai arretrata dell’India, a differenza della nostra, lo scenario è di nuda povertà economica che costringe la mamma di Nazir a lavorare con abnegazione la pashmina di notte per mantenere la famiglia, dalla quale il padre è lontano. Nicoletta è quasi sgomenta al racconto della rigida morale indiana anche dal punto di vista religioso, come dalla coabitazione di più famiglie, che, tra l’altro, non hanno un letto in cui dormire, ma solo il materasso. I due giovani, accomunati da una speciale sensibilità e dalla forza della giovinezza, che pone loro degli interrogativi, si confrontano sulla geografia dei loro paesi così diversi. Nicoletta abita a Savona: descrive il mare, Varigotti e altre belle località della nostra Riviera; Nazir le montagne impervie che lo fanno pensare a Dio, i laghi e le distese sconfinate, insieme ad alcuni episodi che attraggono e tengono il fiato sospeso del lettore, come quello dei plurimi incontri con i serpenti che popolano la zona. Nazir compie infatti, un viaggio a Sud del proprio Paese e vi incontra dei cobra, in bagno, sul filo della luce e altrove; è colto dal panico e deve ingaggiare una dura lotta contro di essi, finché qualcuno non li uccide. La scelta degli studi per entrambi – lei vuole diventare insegnante, lui medico, ma non gli è possibile – e l’analisi della diversa situazione politica dei loro Stati, nel momento in cui i giovani si aprono a nuove conoscenze e a comprendere che cos’è la politica, dimostrano che si può veramente essere amici anche di fronte a tante disuguaglianze. E’ un romanzo adatto ad essere letto nella società plurietnica e cosmopolita che a fatica si sta costruendo.

Eliana BiaginiDa “Il Letimbro”, mensile della Diocesi di Savona-Noli, Aprile 2012

LINK:
5)http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/754655.html
autore: zahoor ahmad zargar , renata rusca zargar
ISBN PDF: 9788853439864
prezzo:   pdf  5,49 €    

    
Editore: Abel Books
ISBN: 9788897513360    € 4,99






















il volume "I miei primi diciotto anni..." di Samina zargar

Per i suoi diciotto anni, la famiglia ha pubblicato tutte le poesie di Samina, a partire dalla scuola materna fino al diciottesimo compleanno. Il volume comprende un'introduzione della mamma, una del papà e una della sorella Zarina. Chi desiderasse averlo, può richiederlo presso il negozio KINGPOSH, via Pia 55 r. , Savona (euro 3,00)

Commento di Franca Maria Ferraris:
“ Una ‘forte’ delicatezza poetica


Non avrei mai pensato che un libro di poesie scritte da una bambina prima e da un’adolescente poi, avrebbe focalizzato tanto la mia attenzione quanto questo di Samina Zargar, una silloge la cui scrittura è compresa nell’arco di tempo che va dai cinque ai diciotto anni della giovane poetessa.
A suscitare in me il desiderio di un commento al riguardo, è stato il fatto che mentre leggevo le composizioni poetiche della raccolta, da queste stesse mi sono sentita da prima letteralmente catapultata nella fantastica amenità di un mondo “bambino” e poi risucchiata dall’atmosfera più densa e meditativa di un mondo adolescenziale .
Infatti, ciò che affascina nelle poesie di Samina Zargar è la sua non comune sensibilità poetica, è il constatare come lei, fin dalla più tenera età, abbia saputo cogliere sia le emozioni che scaturiscono dalle visioni della natura, sia quelle che vengono dal profondo del cuore, e le abbia tradotte in versi soffusi di delicatezza e intrisi di musicalità.
Ma la delicatezza, nei testi di Samina, non è soltanto qualcosa che si percepisce come una forma di leggiadria estetica congeniale allo spirito dell’età, è anche - e forse più - una forma di delicatezza che sa tradursi, nelle successive fasi di crescita, in una particolare forza di contenuti, rivelando la notevole tempra della giovane autrice.
Al tempo stesso, la musicalità dei versi non è soltanto qualcosa di giocondamente ritmico che allieta ma è l’eco dei suoni che provengono da una musica interiore. Una eco che appartiene a chi ha dimestichezza con gli strumenti musicali - per Samina il violino, il pianoforte e la chitarra - e che dà ai suoi versi brevi ma intrinsecamente timbrici, un suono tonale forte, sia quando il motivo è gioioso sia quando è velato di tristezza.
E’ un grande dono possedere già nell’infanzia e seguitare a coltivarlo nell’adolescenza, come poi nella giovinezza, una sorta di giardino interiore dove i fiori rappresentano la variegata molteplicità dei valori che Samina ha fatto suoi e che rielaborati alla luce del proprio schietto modo di vedere, lei comunica in forma poetica. Trovano spazio, tra le pagine, versi riguardanti l’incanto della natura e i suoi doni preziosi come quello dell’acqua, versi che esprimono la necessità dell’amore tra le persone e quindi tra i popoli (“L’amore / è dolce come lo zucchero,/ affettuoso come un cane,/ generoso come un orso,/ e forte come un fulmine”), versi che cantano la gioia dell’amicizia (Amica mia,/ quanto tempo abbiamo passato insieme!). E poi ancora, versi sulla musica, sulla libertà, sulle guerre (Sogni infranti,/ anime rubate…”), sui grandi personaggi come sui piccoli bambini africani (“Piccoli bimbi / come raggi sole/ mi corrono incontro”).
Vi trovano spazio le brevi anche sapide favolette dell’infanzia, ma più avanti i diari-denuncia dei ragazzi palestinesi e israeliani drammaticamente coinvolti nel turbine delle guerre fratricide combattute tra i rispettivi popoli di appartenenza
Chi legge, viene dunque a trovarsi in questo giardino, all’interno del quale scopre sì la bellezza delle zone coltivate ma, per contro, nelle parti lasciate incolte, scopre la distruzione e la morte.
Tuttavia, tra i fogli, aleggia costantemente un qualcosa di rassicurante, ed è la linfa che nutre i fiori del giardino, ovvero la forza della creatività poetica. Da questa forza si è sollecitati a sperare sia che altri giovani coltivino un simile giardino e riconoscendone la bellezza, agiscano in modo da salvaguardarla, sia che altri giovani sappiano amare - come Samina ama - la vita e l’umanità presenti in tale “giardino-mondo”, e come lei capiscano che l’odio vi genera solo rovine e morte.
Un luogo così, dove queste cose positive accadono essendo volute dai più, diventerebbe davvero un mondo di pace, e quindi il più bello e il più giusto possibile, se è vero che l’uomo è nato per essere felice. E se è anche vero che un mondo come questo, purtroppo, ancora non c’è, il libro di Samina Zargar innesca il desiderio di sognarlo e la volontà di realizzarlo.

Franca Maria Ferraris
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OMAGGIO A RENATA RUSCA

In un soffio
cinque anni son passati...
A noi cara prof.
ci ha tanto coccolati.
Cucciolotti ci ha chiamati
e nel suo cuore siamo entrati.
La scuola è ormai finita,
ne abbiam fatta di fatica!
Di questi spensierati anni,
passati sempre insieme
fra litigi e volersi bene,
una cosa l'abbiam capita:
lei pazzerella sempre sarà,
ma è certo che nel nostro cuore rimarrà
e nessuno di noi mai la dimenticherà!!

Con affetto.
I suoi cucciolotti della 5° C
Liceo Artistico Savona
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"PAURA DELL'ISLAM" Z.A.ZARGAR R.RUSCA ZARGAR

"PAURA DELL'ISLAM"
Dal Passato al Presente
Autori:
Zahoor Ahmad Zargar
Renata Rusca Zargar
Editore:
Caravaggio Editore
ISBN 9788895437071
Collana:
Dissertatio
Genere:
Saggio su storia, religione e attualità.
Pagine: 136
Prezzo di copertina: 10,00 €

In un momento in cui l’Islam e i mussulmani sono visti con sempre maggior diffidenza, sospetto e perfino paura, si fa ancora più forte la necessità di un libro che spieghi semplicemente tutti gli aspetti di questa religione e di questa cultura, a prescindere da ciò che comunemente viene detto e fatto circolare a discapito di persone che nulla hanno a che vedere con il terrorismo e con gli altri inquietanti avvenimenti che sentiamo con cadenza quasi quotidiana.
Perché l’Islam incute paura?
Perché i riti e i principali aspetti della religione islamica non vengono compresi? La risposta a queste domande risiede nel Passato come nel Presente e, come accade fin troppo spesso, solo la conoscenza di ciò che ci è ancora oscuro può aiutarci a comprendere una realtà che, nella sua vera essenza, ci è più vicina, per similitudini, di quanto immaginiamo.

RECENSIONE: Luigi De Salvia

(segretario generale sezione italiana “Religions for Peace”)

PAURA DELL’ISLAM/dal Passato al Presente:un invito a conoscere per favorire la pace

Lo spirito che anima questo libro dei coniugi Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar è bene espresso dalla citazione di Gandhi in apertura e dalla novella “Melchisedech e il Saladino” riportata in chiusura nella postfazione.
La citazione del Mahatma merita di essere riportata: “Io credo alle verità di tutte le grandi religioni del mondo. Non ci sarà pace durevole sulla terra fino a quando non impareremo non solo a tollerare, ma anche ad avere riguardo per le fedi diverse dalla nostra. Uno studio rispettoso dei detti dei vari maestri dell’umanità è un passo in direzione di questa stima reciproca”.
La novella conclusiva, invece, fa parte del Decameron di Boccaccio, ma era già presente in una raccolta precedente di autore sconosciuto ed era probabilmente derivata da un testo arabo del XII secolo: racconta di un interrogativo molto imbarazzante posto dal Saladino ad un saggio ebreo, Melchisedech, su quale delle tre religioni, giudaica, cristiana od islamica, fosse la migliore. Il saggio si trasse fuori dall’insidiosa domanda ricorrendo con intelligenza ad una parabola ed arrivò alla conclusione che ognuna crede di essere prediletta da Dio, ma quale sia veramente la migliore lo sa solo il “Padre”. Saladino non ebbe nulla da obiettare.
Gli autori sottolineano che anche oggi quello che conta è la fedeltà al proprio messaggio spirituale e non il senso di superiorità che rappresenterebbe un’implicita denigrazione dell’altro.
Un obiettivo di questa pubblicazione è fornire elementi di conoscenza per comprendere ragioni antiche e recenti di una conflittualità che viene spesso esasperata da deformazioni dovute ad una storiografia, che, in entrambi i versanti, ha difficoltà ad osservare ed analizzare gli eventi in modo spassionato.
Un altro obiettivo, forse ancora più importante, è l’informazione “di prima mano” sui cinque pilastri dell’Islam e sul loro significato, nonché sulla figura e sulle opere di Mohammed; sappiamo bene quanta superficialità e banalizzazione ostacoli una conoscenza effettiva ed alimenti sottovalutazioni e pregiudizi. In particolare, ad esempio, in riferimento al Paradiso si rimarca la necessità di non fossilizzarsi in una interpretazione letterale della descrizione coranica, che ha dato luogo a tanti “invidiosi” sarcasmi, dimenticando od ignorando, aggiungerei, che già nelle scritture ebraiche e cristiane l’analogia con le nozze viene spesso utilizzata per dare un’idea della felicità e della leggerezza che si verifica nell’unità con l’Eterno.
Viene anche ricordato il grande apporto della cultura fiorita nel mondo islamico in campo filosofico, artistico, letterario e scientifico alla civiltà mediterranea, che ci riguarda da vicino, ma anche ad altre civiltà. Tutto questo non è noto al grande pubblico, ma spesso sfugge anche ad un pubblico più colto.
Uno spazio adeguato viene riservato alla “questione della donna” nell’Islam: vengono opportunamente distinte le indicazioni del Corano da prassi etniche e tribali che sono sopravvissute in popolazioni che pure hanno assunto come via spirituale l’Islam, prassi che sono destinate a diventare residuali fino all’estinzione in un mondo ormai largamente interconnesso ed interdipendente.
Si è parlato molto in questi anni di “Scontro di Civiltà”: direi che è stata un po’ la trasposizione ideologica di grandi tensioni geopolitiche, legate alla preoccupazione crescente nei paesi industrializzati per la sopravvivenza dei propri complessi sistemi economico-produttivi così legati alle fonti energetiche che sono per lo più localizzate in paesi a maggioranza musulmana. Oserei dire che questa è la “Paura Madre” che ha alimentato l’islamofobia contemporanea, proprio mentre sul piano strettamente religioso sono aumentate le aperture; infatti, anche se molta strada resta da fare, l’orizzonte del dialogo e del pluralismo religioso è irreversibile: in passato non era affatto così …
Tornando alla parola chiave “Paura”, vorrei collegarmi alla considerazione che gli autori stessi fanno circa il dato della paura dell’altro come costitutivo dell’umano: riflesso difensivo che può travalicare il fisiologico e diventare distruttivo fino all’assurdo. Affermava Gandhi che la non-paura produce prima o poi non-violenza (“ahimsa”= innocenza, nel senso letterale di non nuocere). Allora vorrei dire che il compito degli “operatori” e delle “operatrici” di pace dovrebbe essere innanzitutto riconoscere e prendersi cura delle paure, soprattutto latenti, e mettere in moto dinamiche di incoraggiamento per prevenire le violenze che diventano inevitabili se “l’altro” è vissuto come una “minaccia per me”. Ne conseguirebbe, fra l’altro, ad esempio, che la risposta al razzismo non dovrebbe essere l’antirazzismo, nel quale facilmente scivola “l’impazienza progressista”, ma la facilitazione degli incontri per la conoscenza reciproca e la scoperta di quanto ci accomuna, che deriva dall’unica identità indiscutibile che è quella di esseri umani.
Mi piace ricordare che “Liberi dalla paura” è anche il titolo molto significativo della raccolta di scritti del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, che con il coraggio della non violenza si batte nel suo paese, la Birmania, per l’affermazione dei diritti civili ostacolati dalla dittatura militare.
Per concludere con una nota di fiducia verso il superamento delle contrapposizioni religiose e culturali, vorrei portare all’attenzione due eventi di speranza ai quali abbiamo assistito negli ultimi mesi in occasione di fatti per il resto tristissimi,cioè i tragici lutti nazionali di L’Aquila e di Viareggio: la preghiera fianco a fianco di un vescovo romano-cattolico e di un’autorità religiosa musulmana; è una traccia preziosa da seguire per consolarci e diventare amici nei dolori e nelle gioie.
Luigi De Salvia (segretario generale sezione italiana “Religions for Peace”)

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"Storie dell'India"

Sabato 26 Gennaio 2008 - alle ore 17.00 - presso la libreria Ubik in C.so Italia, 116 R a Savona, è avvenuta la presentazione a cura del critico prof. Sergio Giuliani, della raccolta di racconti "Storie dell'India" di Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar - Edizioni Progetto Cultura Roma. Sono intervenuti:
dott. Ferdinando Molteni - Assessore alla Cultura Comune di Savona
l'Onorevole Chakravarti - Console Generale Consolato Generale d'India

Da sinistra: prof. Sergio Giuliani, Zahoor Ahmad Zargar,
l'Onorevole Chakravarti, il dott. Ferdinando Molteni,
Renata Rusca Zargar, Gabriele Vilardo,A.M.BASHEER

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO STORIE DELL'INDIA

presentazione del libro Storie dell'India

LIBRERIA UBIK SAVONASabato 26 gennaio 2008
alle ore 17.00
presso la libreria Ubik
Corso Italia Savona
Presentazione del libro
“Storie dell’India”di Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar
il critico prof. Sergio Giuliani presenterà
la raccolta di racconti
“Storie dell’India”
di edizioni Progetto Cultura Roma.
Interverranno:
dottor Ferdinando Molteni
l’assessore alla cultura del Comune di Savona
onorevole Chakravarti
il Console Generale Consolato Generale d'India a Milano.
La cittadinanza è invitata
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I LIBRI di Renata Rusca Zargar

IL LIBRO
MANUALE DI NUMEROLOGIA
RENATA RUSCA ZARGAR
IL DESTINO DEL NOME - IL NUMERO DEL DESTINO -IL NUMERO EQUILIBRATORE - TABELLE DEGLI ACCORDIE DEGLI OPPOSTI - OROSCOPO E DIAGRAMMA DELLA VITA
F.to 14x21, pp. 72, Euro 8,00

(Ed. 06/2004) Cod. ISBN 88-8185-631-X
Bastogi Editrice Italiana

IL LIBRO E L'AUTRICE
Con questo manuale il lettore potrà da solo, seguendo chiare e semplici istruzioni, ricavare tutte le informazioni necessarie per il suo tema numerologico ma, soprattutto, scegliere positivamente i momenti in cui praticare le varie attività della vita. Vengono trattati i seguenti argomenti: Il destino del nome; Il numero del destino; Il numero equilibratore; Tabella degli accordi con gli altri; Tabella degli opposti; L’anno personale; I numeri temporanei; L’oroscopo numerologico del mese; Diagramma della vita: cicli, pinnacoli, opposizioni.
RENATA RUSCA ZARGAR, insegna materie letterarie nella scuola superiore e scrittura creativa all'Università delle Tre Età di Savona. Autrice di racconti su temi storici e sociali, studiosa di cultura indiana e islamica, organizzatrice e membro di giuria di vari premi letterari, si occupa da molti anni di numerologia, approfondendo la sua conoscenza sui migliori testi specialistici e curando anche una rubrica radiofonica in cui ha fornito informazioni e consulenza al pubblico.



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IL IBRO
Per il domani sembra tutto possibile
Renata Rusca Zargar
ISBN:88-89497-14-9
€ 15,00
New Media Edizioni Didattiche ing. Greco Editore
http://www.edizionididattiche.it/

Tutti i docenti sanno quanto sia difficile insegnare la storia... … L’ideale sarebbe che, per ogni popolo, di ogni tempo, si presentasse almeno una vicenda, utile ad entrare nell’universo sconosciuto della vita di tutti i giorni, in situazioni e luoghi tanto diversi dai nostri! Una specie di viaggio con la macchina del tempo che susciterebbe attenzione e aiuterebbe a imparare termini e concetti del linguaggio storiografico, a organizzare temporalmente le conoscenze storiche, ad usare gli strumenti del lavoro storico e, soprattutto, istillerebbe l’amore per le culture del passato che sono le fondamenta della nostra civiltà ... … Queste sono le motivazioni fondamentali di “Per il domani sembra tutto possibile”, un racconto ambientato nell’Egitto, ai tempi di Amenophis II, Tuthmosis IV e Amenophis III, cioè in un periodo compreso tra la seconda metà del 1400 avanti Cristo e la prima metà del 1300 avanti Cristo, ma che, parallelamente, è ambientato ai giorni nostri. Un archeologo italiano e un’archeologa egiziana scoprono, infatti, dei documenti su cui è tramandata la storia antica di un contadino che, spinto dall’amore per una bella e sensibile fanciulla nobile, riesce a cambiare la sua classe sociale e diventa un importante scriba. I sentimenti sono in primo piano ed aiutano le coppie (l’antica e la moderna) a superare difficoltà e dolori con la forza dell’amore più grande, totale, che sa, forse, oltrepassare il tempo e lo spazio, con la magia di una reincarnazione.

IL LIBRO: STORIE DELL'INDIA

Storie dell'India

Zahoor Ahmad Zargar - Renata Rusca Zargar
Storie dell'India

pag: 160; € 10.00

ISBN: 978-88-6092-070-0
Edizioni Progetto Cultura, Roma 2007

Il libro

I racconti di questo libro vogliono diffondere quello che ho visto e sentito in tanti anni di viaggi, le persone che ho conosciuto, i luoghi, la sensazione di quanto quel mondo sia difforme oppure uguale al nostro, a seconda di come vogliamo considerarlo. Seppure in maniera fantastica, narrano di personaggi e situazioni che avrebbero potuto essere reali, ambientati in ciò che esiste davvero.
Diverso è il punto di vista per quanto riguarda i racconti di mio marito Zahoor. Egli ha lasciato quel paese, il suo paese, e si è trovato catapultato in questa società confusa sui valori di riferimento, stressata e consumista. Le sue storie rispecchiano il disagio davanti a problemi che non aveva mai saputo esistessero, all’esteriorità imperante, ma anche esprimono il suo universo lontano, i sentimenti, le tradizioni e i contrasti della madrepatria.

Se al lettore sorgerà il desiderio di visitare l’India avremo raggiunto lo scopo di questo libro, ma se avrà amato, almeno per il tempo della lettura, quel lontano e magnifico Paese, se avrà partecipato alle vicende dei personaggi che animano queste “Storie” con umana compassione, se avrà capito che ciò che è diverso rende il tutto più grande e più bello, allora anche la nostra vita non sarà stata inutile... (Renata Rusca Zargar)

Gli autori

Zahoor Ahmad Zargar, nato a Srinagar, capitale dello Stato indiano del Kashmir, vive a Savona da circa vent’anni, dove si è subito inserito positivamente e con successo nel mondo sociale, letterario e intellettuale.

Renata Rusca Zargar è nata e vive a Savona. Insegnante di materie letterarie, è studiosa di cultura islamica e indiana. Collabora con giornali e riviste e ha al suo attivo numerose pubblicazioni che ne testimoniano l’impegno letterario.

RECENSIONE:

Ugo Tombesi“LIBROMONDO” - Campus Universitario di Savona

L’autrice, nella presentazione di questa raccolta di racconti scritti con il marito Zahoor Ahmad Zargar, si augura che il libro susciti il desiderio di visitare
l’India, ma soprattutto l’amore “almeno per il tempo della lettura per quel lontano e magnifico paese”. L’idea del viaggio in India alla scoperta di quel
misterioso subcontinente è stata, a suo tempo, tra le più presenti nella generazione di chi scrive. Un viaggio, si badi, in cui, per dirla con lo storico
Stefano Pivato nella recente pubblicazione “Vuoti di memoria”, il bagaglio mentale contenga soprattutto gusto per la scoperta e la conoscenza, mentre oggi il turista ha sostituito il viaggiatore e si viaggia sempre
più con il corpo e sempre meno con la mente. “Il viaggio” che dà il titolo al primo racconto è viaggio di corpo e di mente. I racconti di Zahoor Ahmad
Zargar ( nato a Srinagar, capitale dello stato indiano del Kashmir) e di Renata Rusca Zargar (nata a Savona dove vive e insegna materie letterarie),
hanno questo effetto di attrazione verso il mondo che descrivono e traspare, anche tra le righe, una vera e propria tenerezza che lega i due autori
all’India. Parlo di tenerezza, anche se gli scritti sono sovente contrassegnati da eventi tragici e da sciagure. In particolare l’autrice si sofferma, quasi
empaticamente, sulle drammatiche vite delle donne e la ricerca e l’analisi sulle loro condizioni è in primo piano nell’economia del narrare. Qualche volta si affrontano argomenti diventati oggetto del nostro immaginario quotidiano (i paria e il terrorismo, il burka e il fondamentalismo). “In India i cambiamenti sono più lenti dello scorrere della vita” ci dicono gli autori e non è, a differenza di quanto si possa pensare, un logoro stereotipo a cui rischia di sostituirsi quello di certa vulgata giornalistica a proposito dell’irresistibile ed innegabile decollo economico di quel paese, apparente soluzione di tutti i mali. Il libro dà conto della coabitazione, spesso tragicamente conflittuale, tra molteplici fedi religiose: l’Islam di Zahoor Ahmad Zargar, l’Induismo delle caste e dei roghi delle vedove e il buddismo, praticato nel Piccolo Tibet del Ladakh, tra le altre.
“Per qualcuno l’India - ci ricorda Renata Rusca Zargar riprendendo un testo di geografia - è la terra dei contrasti, per altri è la terra di molte culture diverse. Ma il popolo, in ultima analisi, è la maggiore risorsa di ogni paese. E ciò è per l’India. Il popolo indiano, con il suo genio, ha fatto questo paese così com’è
oggi” Tra le molte opere che hanno preceduto la pubblicazione di questo volume ci piace ricordare il libro “L’Islam possibile in Italia”, che configura i due autori anche come saggisti e studiosi di cultura islamica.
Ugo Tombesi
“LIBROMONDO” - Campus Universitario di Savona, Palazzina Branca, via Cadorna, 17100 Savona
tel +39 019 263087 – email: libromondo@aifo01.191.it
www.campus-savona.

IL LIBRO: L'ISLAM POSSIBILE IN ITALIA

L'Islam possibile in Italia
In libreria

recensione di Enrico Galoppini
http://www.aljazira.it/index.php%20option=content&task=view&id=664&Itemid=1

Autore: ZAHOOR AHMAD ZARGAR
RENATA RUSCA ZARGAR
Titolo: L'ISLAM POSSIBILE IN ITALIA
Editore: Bastogi, 2005
Pagine: 120
Prezzo: 10 euro
Per un’inveterata abitudine a considerare superiore il punto di vista «scientifico», quando si è alla ricerca di informazioni su qualcosa che non conosciamo, tendiamo ad affidarci sempre alla figura dell’«esperto». L’«esperto» è certo persona informata, che ha studiato, analizzato, sviscerato l’oggetto delle sue ricerche, ed è in grado di fornire opere talvolta preziose, utili per acquisire quelle informazioni che cerchiamo.
Tuttavia, tendiamo a dimenticare che anche l’«esperto», magari dissimulando abilmente (se non addirittura inconsapevolmente!), non è avulso dai suoi sentimenti, dalle sue predilezioni, dai suoi punti di vista. Questo dobbiamo tenerlo a mente quando acquistiamo uno dei tanti libri sull’Islam disponibili nelle librerie: ciascun autore –anche per la sola scelta operata dei temi da trattare – trasmette in quelli che sovente si presentano come ‘manuali’ sull’Islam il suo personalissimo punto di vista. «Vi sono molti Islam», si sente spesso dire… e «molti Islam» sono quelli, appunto, che ci presentano gli «esperti». Questo tipo di studi è quello in uso presso le Università, dalle quali sono banditi come «non scientifici» tutti quei testi di coloro che, non «esperti», espongono il loro punto di vista (ricordiamocene sempre!) su quello che nel loro caso non è però un oggetto di studio, bensì quotidianità, vita reale, tensione verso un’Idea.

Dunque, chi vuole informarsi sull’Islam e non è musulmano si trova davanti ad una scelta quando vuole leggere qualcosa: affidarsi agli «esperti» accademici o ai musulmani stessi? Personalmente consiglio di muoversi su entrambi i fronti, e un buon approccio ad un punto di vista «interno» è quello offerto dall’agile libro dei coniugi Zargar, musulmani italiani, d'origine indiana lui, 'italiana d.o.c.' lei (si sono conosciuti in India, nel Ladakh, quando lei era affascinata dalla religiosità induista).Il merito principale di questo libro sta nel fatto di presentare al lettore, nella forma di una conversazione intensamente partecipata, l’Islam di due ‘musulmani qualunque’, che s’interrogano sui problemi del mondo, dell’Italia e della comunità musulmana (i diversi registri di «appartenenza»), senza remore quando ritengono sia il caso di criticare alcuni fenomeni – in specie sociali - relativi al mondo islamico, ed altrettanto sinceri quando si tratta di parlare del loro essere musulmani in Italia (senza alcun tono proselitistico, espressamente detestato dagli autori).

Zahoor Ahmad e Renata in questo libro si pongono il problema, molto dibattuto oggi, del come sia possibile una pacifica e civile convivenza tra persone che seguono religioni e culture diverse: “Il Corano e la Sunna espongono i principi eterni dell’Islam, che possono essere applicati ad ogni epoca e ad ogni luogo, ma popoli diversi non possono divenire uguali solo per la religione. Essi hanno molti altri fattori di disuguaglianza e di unicità, pur credendo nelle stesse verità di fede. E inoltre, continuano la loro storia, hanno un’economia, una posizione geografica…” (p. 21).
Ecco, più chiaro di molte analisi sociologiche, come si possa essere, ad esempio, musulmani ed italiani!

Il confronto tra i due autori, poi, si dipana attraverso quegli interrogativi più comuni che oggi, spesso ad arte, vengono instillati nelle menti di chi pensa che i telegiornali esistano per informarci… Ci parla del valore della famiglia nell’Islam; dell’atteggiamento di fronte alla morte (sempre più rimossa dalla «civiltà (?) moderna»); degli equivoci sul concetto di jihad (“Qualsiasi atto, la parola, gli scritti, il rispetto, la giustizia, la tolleranza, l’amare gli altri come se stessi, i comandamenti, ogni comportamento nella vita sociale, nel rapporto con gli altri (musulmani e non) nella vita comune, rappresenta lo sforzo sulla via di Allah, cioè la jihad [jihad è maschile, NdR]. Questo libro, ad esempio, è la nostra jihad, il nostro sforzo perché il mondo sia migliore […]”); della condizione delle donne nelle differenti società islamiche (e fanno bene a ricordare le donne ai vertici della politica nel mondo musulmano, da Benazir Bhutto in Pakistan a Megawati Sukarnoputri in Indonesia) e della questione delle mutilazioni genitali femminili (praticata in alcuni paesi musulmani ma assolutamente non «islamica», mentre lo è la circoncisione maschile); dell’integrazione degli immigrati di religione musulmana (“se non si lavora insieme per l’integrazione, si rischia di creare dei ghetti”, p. 77); del rapporto con le altre religioni (non manca una stoccata agli eccessi di zelo di chi, per un malinteso senso del rispetto, abolisce il Presepe a scuola!); delle regole alimentari islamiche e delle proibizioni nell’Islam (c’è anche una risposta a quelli che credono che per un musulmano sia lecito vendere la droga a un non musulmano…); del divorzio e della poliginia (“Non possiamo essere tutti ostaggio di quelle poche persone che vogliono ancora tenere più mogli. Dobbiamo pensare ai benefici generali per la nostra comunità e ricordare che viviamo sotto la legge italiana”, p. 70); dell’‘apostasia’ nell’Islam; dell’‘Islam spettacolo’ di inadeguati suoi paladini e, speculari ad essi, inverecondi guitti televisivi; del rapporto tra l’Islam e gli animali, l’Islam e la natura, l’Islam e la scienza (la ‘riprova scientifica’ dell’autenticità del messaggio trasmesso dal Profeta Muhammad starebbe nel fatto che il Corano, secondo autorevoli scienziati, non è in contrasto con le moderne scoperte).

Termina il libro (che in qualche passaggio presenta qualche ingenuità sull’immigrazione e la «libertà» e l’«indipendenza» di cui godrebbe l’Italia, sede di 107 basi militari degli Usa) una sincera perorazione della necessità di stabilire un’intesa tra la Comunità dei musulmani italiani e lo Stato italiano.
Ma oggi la parola d’ordine è diventata quella dell’«Islam moderato»… “Ma chi è l’Islam moderato?”, chiede Renata al marito. “Io credo che l’Islam non sia «moderato» o «immoderato» ma sia l’Islam e basta. Non posso condividere questa precisazione, perché non ci sono più Islam tra cui sceglierne uno, la base dell’Islam è il Corano, la vita e i detti del Profeta, e basta. L’uso dell’aggettivo «moderato» è anche pericoloso, perché, forse, viene attribuito dal governo alle persone più vicine alla loro parte politica o più osseqiuenti [sic] ai loro desideri! E ciò non è democrazia, rispetto, libertà. Così come usa individuare come paesi islamici moderati quelli, magari, che sono ossequienti all’Occidente (e non importa poi che cosa facciano in realtà!). Se, invece, si vogliono con tale termine individuare gli islamici che rispettano le leggi italiane, naturalmente dobbiamo essere tutti «moderati», come ho già spiegato, perché dobbiamo assolutamente rispettare le leggi del paese in cui viviamo, come è prescritto anche dall’Islam” (p. 85).
Troveranno ancora qualcosa da eccepire i Cristianisti, i Crociati dello Zio Sam? I coniugi Zargar li hanno ben individuati: “Tutti hanno notato che ad usare i toni da «crociata» contro di noi, sono le persone che meno hanno a che fare col Cristianesimo” (p. 64). E’ soprattutto per colpa di questi cristiani senza Cristo che un musulmano italiano o residente in Italia oggi deve sempre sentirsi sulla difensiva, come se fosse responsabile di tutto quel che viene commesso in nome dell’Islam. C’è da chiedersi perché questo ignobile modo di ragionare non venga applicato ad un ebreo di fronte ai crimini perpetrati dallo Stato israeliano e dai suoi ‘coloni’, ad un cristiano per l’incalcolabile serie di crimini del «Presidente Bush», il quale non perde occasione per rammentarci il suo fervore religioso. E meno male che non è così, perché non avrebbe alcun senso, quindi la si smetta di mettere alla gogna le persone, in tv, a scuola, sul lavoro.
Smettiamola di cercare sempre uno con cui prendersela, di conformarsi ai desideri della maggioranza (o di quella che i media dipingono come tale), di sputare sentenze sull’Islam e i musulmani quando a fatica ne abbiamo conosciuto uno.
E ascoltiamo – dalle parole di due ‘musulmani qualunque’ - il sincero desiderio d’integrazione in Italia della stragrande maggioranza di loro: “Che cosa significa integrazione? Per me integrarsi nella società non significa cancellare il proprio essere ma contribuire all’arricchimento e al progresso del paese che ospita, portando il proprio modo di essere e imparando dagli altri ciò che è migliore. In effetti, significa interazione. Non è un cammino facile, né breve, ha le sue spine e ci vuole molta pazienza. Bisogna essere aperti agli altri, senza caricarsi di pregiudizi o credersi superiori. Il rispetto reciproco e il dialogo sono fondamentali per la società” (p. 42).

L’Islam è possibile, in Italia.

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GLI AUTORI:
ZAHOOR AHMAD ZARGAR, indiano del Kashmir, è il presidente della Comunità dei Musulmani della Liguria. Risiede a Savona da circa vent'anni, è cittadino italiano e si è inserito brillantemente nella vita culturale e sociale della città, promuovendo numerose iniziative per la conoscenza dell’Islam. E’ noto per aver inviato al Papa Giovanni Paolo II una lettera per manifestargli apprezzamento per l’opera a favore della pace, ottenendone risposta.
RENATA RUSCA ZARGAR insegna materie letterarie nella scuola superiore e scrittura creativa all’Università delle Tre Età di Savona, è autrice di racconti su temi storici e sociali e collabora con riviste e giornali anche per quanto riguarda la critica letteraria e d’arte. Si occupa di numerologia da molti anni; è esperta di cultura indiana e islamica.
Enrico Galoppini
È laureato in Storia Contemporanea all'Università di Pisa e diplomato in lingua araba (fine corso) presso la Jordan University di Amman e l'Institut Bourguiba des langues vivantes di Tunisi, attualmente insegna Storia dei Paesi islamici presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Torino (http://www.blogger.com/). È inoltre interprete e traduttore dall'arabo, ed animatore del sito internet Aljazira.it. Particolarmente interessato agli aspetti religioso e storico-politico del mondo arabo-islamico, alla storia del colonialismo, all'attualità politica internazionale, ma anche a fenomeni di costume, collabora o ha collaborato a «La Porta d'Oriente», «Diorama Letterario» «Italicum», «Africana», «Levante», «LiMes». Ha pubblicato alcuni saggi e prefazioni, ed il suo primo libro è Il Fascismo e l'Islàm (Edizioni All'Insegna del Veltro, Parma 2001).