SAMINA


Camera Europea di Giustizia di Napoli
Convegno “Sull’amministrazione della Giustizia in Italia”
partecipazione di Samina Zargar  (ottobre 2012)

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SAMINA ZARGAR

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RICORDO DEL MIO PROF. DI RELIGIONE
MASSIMO BELLINI

"A egregie cose il forte animo accendono


l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella

e santa fanno al peregrin la terra

che le ricetta. "

Come afferma Ugo Foscolo, poeta della fine del Settecento, nell'opera "Dei Sepolcri", le tombe delle persone di animo nobile servono ad ispirare e incoraggiare tutti coloro che si trovano sulla Terra ad ardue imprese, tramite il loro esempio.

Ogni mortale, infatti, recandosi vicino alle sepolture dei "grandi", non può dimenticare le importanti imprese e azioni che questi hanno intrapreso e non può che esserne influenzato.

Come le tombe, anche la poesia, i pensieri, le parole dette, possono essere importanti mezzi per ricordare il passato, così che le nuove generazioni possano trarne beneficio per il futuro.

E così sarà anche per tutte le parole, i pensieri e le azioni compiute dal mio carissimo prof. Massimo Bellini, che è mancato martedì mattina.

Nessuno potrà dimenticare i suoi insegnamenti.

Era un uomo che si definiva "laico", poiché non aveva nessun pregiudizio nei confronti di niente e nessuno. Amava la discussione e il confronto. Adorava dialogare con i giovani, perché credeva di poter anche lui imparare qualcosa da loro! Aveva un animo giovane e scherzoso. In lui c'era "il fanciullino" tanto menzionato dal poeta Giovanni Pascoli, che è quel qualcosa in più che permette alle persone di vedere e vivere la vita con occhi diversi, apprezzando anche le piccole e semplici cose che ci circondano.

Il prof. Bellini era un instancabile viaggiatore. Raccontava spesso, infatti, con grande entusiasmo, le esperienze che aveva fatto e tutto ciò che aveva visto. Era curioso un po' di tutto! Amava il sapere e ne era alla ricerca continua, "aprendosi" ad ogni tipo di esperienza culturale.

Inoltre, cercava sempre di insegnare agli alunni a non arrendersi mai, combattendo e sacrificandosi per raggiungere gli obiettivi tanto desiderati. Il tipico esempio che faceva era quello in cui ci consigliava di non aspettarci di ottenere subito ciò che desideriamo. Inizialmente, infatti, può essere anche necessario recarsi in un luogo a fare delle semplici fotocopie, ma poi, col tempo, è possibile intraprendere ruoli sempre più impegnativi, arrivando così all'obiettivo. Mi affascinavano molto i suoi esempi, proprio come quello appena citato, perché mi trasmettevano la forza e il coraggio per realizzare i miei sogni.

"E subito riprende

Il viaggio

Come

Dopo il naufragio

Un superstite

Lupo di mare."

Come ha affermato Giuseppe Ungaretti, poeta del Novecento, in "Allegria di naufragi", la vita è come un eterno viaggio in mare, sempre in balia delle onde, dove allegria e dolore si alternano. Anche dopo un naufragio, l'uomo deve ricominciare il suo viaggio, sempre rischiando un'altra tempesta.

Anche l’esistenza del prof. Bellini è stata un continuo viaggio. Come ci raccontava spesso, infatti, aveva intrapreso vari studi, vissuto in varie città, intrapreso differenti lavori e passioni, sacrificandosi spesso per riuscire a convogliare nella sua vita tutte le cose che amava. Dai suoi racconti, quindi, la sua vita appariva sempre piena di esperienze, ma allo stesso tempo difficile e qualche volta anche dolorosa.

In conclusione, era un professore eccezionale! Sempre dalla parte degli alunni! Infatti, tutte le classi desideravano averlo come accompagnatore alle gite e, spesso, lui stesso si rendeva disponibile ad accompagnare le classi quinte all'ultimo viaggio di istruzione, nel caso non vi fossero altri insegnanti disponibili.

Infine, credeva nei giovani, nel futuro, in un mondo migliore... Era un instancabile ottimista! Infatti, quando qualche alunno si faceva prendere dallo sconforto, dal pessimismo, dall'angoscia verso il futuro, dalla famosa paura per l'esame, correva subito a chiacchierare con lui! Lui credeva in noi alunni! Ci sosteneva, era sempre presente.

Personalmente, posso dire di aver imparato molto da lui. Ha sempre avuto molta fiducia in me e lo ringrazio per le innumerevoli possibilità che mi ha dato per partecipare a varie iniziative che ho gradito tanto e mi hanno fatto crescere. Lo ringrazio per tutte quelle volte che mi ha dato degli incarichi che ho ritenuto molto importanti per me, e per tutto il suo sostegno morale. Ogni volta, infatti, che ho dovuto redigere uno scritto ed esprimerlo in pubblico, lui è sempre stato presente e mi ha confortata.

Carissimo prof. Bellini, la ringrazio di cuore. L'ho pensata nei giorni antecedenti la sua morte... Aspettavo la chiamata che aveva promesso di fare a noi ex alunni di quinta per sapere come si stavano svolgendo le nostre vite universitarie... Avrei avuto tanto piacere di raccontarle...

Mi ricorderò di lei...

Ciao, carissimo prof...

SAMINA ZARGAR

I anno Facoltà di Giurisprudenza, Bologna

30 giugno 2010